Pasta alla norma. Perché si chiama così?


pasta alla norma

Ve lo siete mai chiesto?
Ci sono almeno due versioni sul perché si chiami così questo piatto siciliano che ha conquistato i palati di tutto il mondo.

  1. – La più semplice è legata all’espressione “A norma” per sottolineare che il piatto è eseguito a regola d’arte.
  2. – La seconda versione fa invece riferimento all’opera che scrisse il compositore catanese Vincenzo Bellini (1801-1835), Norma, che sembra non venne accolta molto bene dal pubblico milanese, ma oltremodo gradita in Sicilia. In effetti, si racconta che il commediografo e poeta catanese Nino Martoglio, vissuto a cavallo tra ‘800 e il 900, quando assaggiò il piatto per la prima volta esclamò: “Chista è ‘na vera Norma!”, paragonando il capolavoro della ricetta a quello dell’opera del compositore Vincenzo Bellini. Sublime l’opera, e sublime la pasta!

Una curiosità per i più pignoli: vi sono due versioni della stessa ricetta, una catanese e una messinese. A Catania si prepara con le melanzane tagliate a fette, mentre a Messina le melanzane vengono tagliate a cubetti e poi fritte nell’olio d’oliva. Beh, insomma…
Volete la ricetta? Eccovela qua!

Ingredienti per 6 persone

  • 300 g di penne
  • 250 g di melanzane
  • 150 g di ricotta salata
  • 350 g di polpa di pomodoro
  • 50 g di cipolla
  • 15 ml d’Olio Extra Vergine d’Oliva
  • 5 foglie di basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

Tagliare la melanzana a cubetti (o a fette), salare leggermente e lasciare riposare per 20 minuti circa, affinché l’acqua fuoriesca.

Far rosolare la cipolla tritata e l’aglio in una padella nella quale avrete precedentemente scaldato un goccio d’olio extra vergine d’oliva.

Aggiungere le melanzane, la polpa di pomodoro, sale, pepe e cuocere per 15-20 minuti circa.
Nel frattempo, cuocere le penne in abbondante acqua salata, scolare e condire con il sugo preparato, aggiungendo il basilico e la ricotta salata grattugiata.

Servire ben caldo.