Chi ha le braccine corte e chi ha le mani bucate


Chi ha le braccine corte e chi ha le mani bucate.

Non è che stiamo elencando strani difetti fisici rinvenuti ultimamente nelle persone.
L’espressione “Avere le braccine/braccia corte” si usa moltissimo per indicare una persona tirchia, avara, spilorcia, una persona che risparmia su tutto, “stitica”, come direbbe qualcuno di nostra conoscenza. Ma cosa c’entrano le braccia corte con la spilorceria, chiederete voi? Che tutti i tirchioni sono dei brevilinei, tarchiati e tracagnotti? Ebbe no, possono essere anche longilinei, atletici, alti e snelli. E allora?

Eccovi qua la spiegazione. L’espressione nasce in illo tempore da una vecchia usanza dei commercianti di tessuti: in effetti, una volta le stoffe venivano vendute “a braccia”, e cioè la lunghezza delle braccia serviva da unità di misura per stabilire il prezzo. Tanto per fare un esempio, se oggigiorno volessimo comprare una tela lunga come due braccia, e il prezzo fissato “a braccio” fosse di 30 euro, noi dovremmo pagare 60 euro. Speriamo di esserci spiegati.

Molti mercanti, però, per guadagnare di più vendendo meno stoffa, fingevano di accorciare il loro braccio, in modo che il pollo di turno, altrimenti detto malcapitato, ne comprasse di meno spendendo la stessa cifra.
A dire il vero sembra più disonestà che tirchieria, ma si sa, i detti nascono sempre da qualcosa e poi cambiano di significato con il tempo.

Anche se l’ipotesi appena riportata è la più accreditata, ci sarebbe una seconda plausibile spiegazione: avere le braccine/o braccia corte significherebbe non riuscire a raggiungere il portafoglio… ottima scusa per non pagare!

Il contrario di “avere le braccine corte” è “avere le mani bucate”… vi ricordate?